4 Gennaio 2021 - ,

1921-20121 il Centenario della nostra Sezione

Nel 1921 veniva fondata la Sezione CAI di Isola del Gran Sasso ad opera del dott. Nicola D’Arcangelo del prof. Pietro Verrua e di don Eusanio di Nicola. D’Arcangelo, medico e sindaco del nostro paese, ne assumeva la presidenza. Era l’epoca, quella, durante la quale il corpo sociale del Club Alpino Italiano coincideva con la classe dirigente del Paese e l’essere riusciti a portare il Club Alpino di quel periodo, associazione fortemente elitaria e di estrazione cittadina, in uno sperduto comune dell’Appennino abruzzese, raccogliendo introno ad esso ben ottanta soci, ha veramente del miracoloso.
Quarta sezione del CAI in Abruzzo dopo Chieti, L’Aquila e Teramo, nello stesso anno della fondazione D’Arcangelo, Verrua e Di Nicola sono a Caramanico a rappresentare Isola del Gran Sasso nel primo congresso degli alpinisti abruzzesi. Lo scopo che D’Arcangelo assegnava alla sezione del CAI era quello di far circolare il nome di Isola negli ambienti alpinistici nazionali e di creare un gruppo di alpinisti locali che avrebbero avuto il compito di reperire itinerari ed esplorare alpinisticamente il territorio comunale. L’Amministrazione comunale, da parte sua, avrebbe provveduto a sollecitare la realizzazione di una rete stradale che collegasse le numerose frazioni fra di loro e con il capoluogo, ed a favorire la creazione di strutture ricettive secondo lo schema urbanistico dei “Kurort” trentini di fine secolo, le italiane “stazioni di cura, soggiorno e turismo”.
Ma il sogno di quel “piccolo grande uomo” si infranse contro gli scogli della politica italiana. La formazione del primo governo Mussolini che comprendeva oltre i fascisti, i nazionalisti, i liberal-nazionali e due membri del partito popolare, ebbe conseguenze anche sulla tenuta dell’Amministrazione D’Arcangelo che fu costretto alle dimissioni nel 1922, mentre la sezione di Isola del Club Alpino Italiano cessò l’attività nel 1923.
Il 12 settembre 1987 si teneva, presieduta dal prof. Guido Fiorile, l’assemblea per una nuova costituzione della Sezione CAI di Isola del Gran Sasso. A più di sessant’anni di distanza dalla sua prima fondazione, veniva rifondata ad Isola del Gran Sasso la Sezione del Club Alpino Italiano. Antonio Mascitti, che guidava il comitato promotore, veniva votato presidente. Lo stesso anno aveva visto il completamento dei lavori di ristrutturazione del vecchio rifugio pastorale al Vaduccio, intitolato l’anno successivo, in occasione della sua inaugurazione, in doveroso segno di riconoscimento, al primo fondatore e presidente della Sezione, Nicola D’Arcangelo.
Riprendeva ad Isola del Gran Sasso, per volontà di un gruppo di soci fondatori, profondamente appassionati della nostra montagna, una storia, a dire il vero mai interrotta, che lega le nostre genti alle bellezze ed alla cultura del territorio che si sviluppa alle pendici del nostro amato Gran Sasso. Sotto la guida dei Presidenti che si sono succeduti in questi anni, Antonio Mascitti, Luigi Cervella, Erardo Colantoni e Luigi Possenti, e grazie all’impegno di molti soci appassionati, la Sezione ha continuato a svolgere la sua funzione principale di educazione all’ambiente ed alla cultura della montagna, attraverso la cura del patrimonio sentieristico, un programma escursionistico sempre ricco e vario, la riscoperta di testi e pubblicazioni sulla montagna, iniziative di varia natura in grado di avvicinare tante persone alla passione per la montagna.
Oggi ci troviamo di fronte ad un appuntamento importante, lo scorso anno, il 99esimo per la nostra Sezione, è stato come ben sappiamo tutti, un anno particolare, le attività sono state limitate, la possibilità di aggregazione e di incontro ridotte, un anno impossibile da dimenticare e che resterà nella memoria di tutti. Speriamo che il centenario della nostra Sezione possa essere, oltre che la celebrazione della storia del nostro sodalizio, il ritorno alla normalità per tutti e possa rappresentare, assieme al ricordo della nostra storia passata, un momento di rilancio e di ripartenza con uno sguardo fiducioso al futuro.